Tecnologie "Ascoltabili"

Abbiamo già affrontato in passato temi legati al futuro dei dispositivi indossabili, che promettono di portarci in una realtà sempre più interconnessa e cucita su misura in base alle nostre abitudini e necessità.

Il nostro rapporto con la tecnologia si evolverà ancora molto nei prossimi anni. Dalla realtà aumentata all’intelligenza artificiale, dalla domotica alle smart city, ogni innovazione nasce con lo scopo di farci risparmiare sempre più tempo e migliorare il nostro stile di vita.

C’è un altro trend che potrebbe avere un grosso impatto nelle nostre vite, ma che forse non è ancora stato preso in considerazione sufficientemente.

Stiamo parlando del mercato degli hearables. Si tratta di dispositivi tecnologici da indossare all’interno del proprio orecchio, in grado di svolgere diverse funzionalità.

Per fare qualche esempio, questi dispositivi potrebbero essere progettati con lo scopo di permetterci di comunicare con altre persone, di monitorare la nostra salute o ancora di assisterci durante i nostri allenamenti.

Se ci limitiamo ad osservare queste applicazioni, potremmo concludere che gli hearables non offrono funzionalità particolarmente innovative. Come sempre però, occorre avere una visione improntata più sul lungo periodo per comprendere le potenzialità di una tecnologia del genere.

Facciamo un passo indietro.

Il termine “hearable”, nato dalla fusione delle parole “wearable” (indossabile) e “headphone” (cuffie), viene utilizzato per la prima volta nell’aprile del 2014. In quel periodo, Apple acquisiva Beats Electronics, famosa azienda produttrice di cuffie e prodotti audio, dando un grande segnale di interesse nei confronti di questo mercato.

Nel 2016 invece, una startup californiana di nome Doppler Labs prometteva di lasciare il segno nel mondo dei dispositivi hearable.

Il loro prodotto di punta, gli auricolari wireless Here One, possedevano funzionalità avanzate come l’eliminazione di rumori di fondo, la possibilità di amplificare la voce di una persona nella stessa stanza o addirittura quella di tradurre in tempo reale una conversazione con una persona straniera.

Purtroppo, le vendite non sono mai riuscite a raggiungere livelli soddisfacenti, nonostante l’interesse di soggetti come Bill Gates e Jimmy Iovine, capo della divisione Apple Beats Electronics.

Per questo motivo, l’azienda si è trovata costretta a chiudere nel dicembre dello scorso anno, ponendo fine al suo ambizioso progetto.

Spesso abbiamo visto come situazioni di questo genere non siano necessariamente sintomo di prodotti intrinsecamente poco utili, ma piuttosto di un settore ancora poco maturo.

Le sfide non mancano neppure dal punto di vista dei limiti tecnologici. Le aziende devono mettersi al lavoro per produrre dispositivi piccoli, dal peso quasi impercettibile e comunque con un’autonomia sufficiente per durare almeno quanto uno smartphone. Senza contare eventuali moduli GPS e antenne per potersi collegare con altri dispositivi.

Il mercato degli hearable, però, non si ferma agli auricolari wireless.

Pensiamo ad Amazon Alexa, Siri, l’Assistente di Google e Cortana. Potrà sembrare strano, ma anch’essi sono da considerare parte della famiglia degli hearable.

Secondo alcuni analisti, entro il 2023 il 63% delle case negli Stati Uniti avrà dispositivi come Amazon Echo o Google Home.

Cosa significa?

Significa che la maggioranza degli americani inizierà a compiere ricerche e ad ordinare prodotti con la propria voce. In questo modo, l’uso di mouse e tastiere a cui siamo tanto abituati, potrebbe divenire sempre più raro.

Basti pensare a come sia facile acquistare attraverso Amazon Echo, semplicemente chiedendo ad Alexa (l’assistente virtuale al suo interno) di ordinare un certo prodotto.

Non dovremmo meravigliarci se in un futuro non troppo lontano saranno questi dispositivi hearable a individuare i prodotti di cui abbiamo bisogno e ad ordinarli autonomamente.

Ora? Dall’esperienza di Doppler si può imparare molto. L’interesse nei confronti degli hearable sta crescendo sempre più, così tanto che la richiesta di tecnici audio aumenta ogni giorno e con essa i salari corrispondenti (arrivando fino a 200.000 dollari per i livelli più elevati).

Qualcomm ha iniziato a produrre chip pensati appositamente per dispositivi hearable, mentre Amazon ha velocemente messo in piedi un team di 70 specialisti a lavoro su questa tecnologia.

Una volta superati i limiti tecnologici, gli auricolari hearable diventeranno veramente un must-have product o saranno confinati ad un mercato di nicchia?

Allo stesso modo, dispositivi come Amazon Echo entreranno a far parte della nostra quotidianità?

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