Hai paura dell'automazione?

Ormai siamo così tanto abituati a guardare verso il futuro e ciò che deve ancora essere scoperto, da non prestare molta attenzione a quelle innovazioni che cambieranno il nostro stile di vita nei prossimi anni.

Ci troviamo probabilmente in un momento storico cruciale, punto di partenza da cui potremo osservare le prossime mutazioni sociali causate dalle tecnologie che stiamo inventando e perfezionando proprio oggi.

Un esempio?

La robotica e l’automazione.

Certo, non si può dire che si tratti di un argomento trascurato.

Soprattutto negli ultimi mesi, ci si è spesso interrogati sugli effetti che le nuove macchine avranno sul mercato del lavoro e sull’economia in generale.

Tuttavia, per avere più chiaro quel che verrà, può essere d’aiuto esaminare i punti salienti della questione.

Perché l’automazione può essere un bene per noi?

Il livello medio della qualità di vita crescerà. Questo perché i lavori fisicamente più pesanti inizieranno a scomparire e le attività più usuranti verranno svolte dagli automi.

Al tempo stesso, il settore sanitario si svilupperà raggiungendo risultati incredibili.

Chirurghi robot saranno in grado di effettuare lavori con estrema precisione, mentre altri si prenderanno cura di noi man mano che diventeremo più grandi e meno autosufficienti.

Oppure, immaginate come diventeranno le nostre case. Frigoriferi smart in grado di rilevare cosa contengono e ordinare automaticamente nuovi prodotti quando si svuotano.

Non è un futuro remoto, ma una concreta possibilità che potrebbe nel giro di pochi anni rivelarsi alla nostra portata.

I vantaggi saranno davvero tanti, questo è solo un assaggio. Occorre però conoscere bene quali sono gli elementi caratteristici di un fenomeno che vogliamo comprendere a fondo.

Più che aspetti negativi, dovremmo dire che la prossima rivoluzione tecnologica porterà con sé tante sfide. Quella più urgente? Il mercato del lavoro.

Cosa accadrà al tasso di disoccupazione?

Se da una parte i lavori che comportano uno sforzo fisico maggiore andranno via via a scomparire, dall’altra si avranno più individui che perderanno il proprio posto.

Ciò che molti sembrano non ricordare è che si tratta di uno scenario già vissuto. Infatti, ai tempi della Rivoluzione Industriale, la disoccupazione aumentò e - contemporaneamente - il potere d’acquisto dei lavoratori diminuì drasticamente a causa di un abbassamento dei salari.

Nel XIX secolo ci vollero circa 60 anni affinché i salari si adeguassero nuovamente al tenore di vita dell’epoca.

Certo, possiamo sicuramente aspettarci che una situazione non dissimile si presenterà nuovamente.

Non trascurabile è sicuramente l’influenza che tali innovazioni potrebbero avere dal punto di vista psicologico sulle persone.

Secondo una ricerca, promossa dal Pew Research Center, il 72% degli intervistati si è detto preoccupato per gli effetti che potrebbe avere l’automazione sulle loro vite.

Cosa si potrebbe fare per trovare una soluzione a questo futuro problema?

Ci troviamo forse in una situazione privilegiata, nella quale possiamo scoprire in anteprima alcuni degli scenari che si verranno a creare nei prossimi anni.

Questa opportunità si può tradurre in un vantaggio competitivo non indifferente per chi dovesse riuscire a cogliere i trend del mercato e a recepire i futuri bisogni della società, trovando una soluzione valida agli stessi.

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